Come migliorare la User Experience di un sito web

Come migliorare la User Experience di un sito web

9 min
UX / UI

Migliorare la User Experience significa rendere un sito più semplice da capire, navigare e utilizzare. L'utente deve riuscire a trovare quello che cerca, comprendere cosa può fare e completare un'azione senza dover interpretare l'interfaccia.

Una buona user experience di un sito web nasce quindi da molte scelte che lavorano insieme: struttura delle pagine, navigazione, velocità, leggibilità, responsive design, accessibilità e chiarezza dei contenuti. Un sito può essere esteticamente curato e avere comunque una UX mediocre se costringe le persone a pensare troppo prima di compiere ogni azione.

Parti dagli obiettivi dell'utente

Prima di modificare colori, layout o componenti è necessario capire cosa devono fare le persone sul sito.

Gli obiettivi cambiano in base al progetto. Chi visita un e-commerce potrebbe voler confrontare prodotti e completare un acquisto. Sul sito di un professionista potrebbe cercare informazioni sui servizi, controllare alcuni lavori precedenti e richiedere un preventivo. All'interno di una piattaforma SaaS potrebbe invece voler completare velocemente una determinata operazione.

La struttura deve accompagnare questi comportamenti.

Immaginiamo il sito di un'azienda che vende un servizio B2B. Se un potenziale cliente arriva sulla homepage, probabilmente vuole capire rapidamente cosa offre l'azienda, a chi si rivolge, quali problemi risolve e come contattarla.

Se per ottenere queste informazioni deve aprire cinque pagine diverse, cercare il pulsante dei contatti e interpretare testi vaghi, il problema non è estetico. È progettuale.

Per migliorare l'esperienza utente bisogna quindi ridurre la distanza tra ciò che una persona vuole ottenere e il percorso necessario per riuscirci.

Semplifica la navigazione e l'architettura del sito

Una navigazione efficace deve essere prevedibile. L'utente dovrebbe riuscire a capire dove si trova e dove può andare senza dover imparare il funzionamento del sito.

Questo principio riguarda innanzitutto il menu principale. Inserire troppe voci può aumentare la complessità invece di offrire più possibilità. Quando il progetto contiene molte pagine, è spesso preferibile raggrupparle in categorie coerenti e costruire una gerarchia chiara.

Anche i nomi utilizzati hanno un peso importante. Etichette come "Servizi", "Portfolio", "Chi sono" e "Contatti" sono immediatamente comprensibili. Nomi creativi possono funzionare in alcuni progetti, ma non dovrebbero sacrificare la chiarezza.

Lo stesso ragionamento vale all'interno delle pagine. Titoli, sottotitoli e collegamenti devono aiutare a costruire un percorso logico.

Un utente che legge la pagina dedicata a un servizio potrebbe voler consultare un progetto realizzato con quella tecnologia. Dal case study potrebbe poi voler tornare al servizio oppure contattare il professionista. Un buon UX sito anticipa questi percorsi e crea collegamenti naturali tra le informazioni.

Costruisci una gerarchia visiva chiara

Quando apriamo una pagina web non leggiamo immediatamente ogni parola. Prima osserviamo.

Dimensioni, spazi, contrasto e posizione degli elementi ci permettono di capire quali informazioni sono più importanti. Una gerarchia visiva poco chiara costringe invece l'utente a cercare manualmente ciò che gli interessa.

Il titolo principale dovrebbe comunicare immediatamente l'argomento della pagina. I titoli secondari devono permettere di individuare velocemente le diverse sezioni, mentre pulsanti e azioni principali devono essere riconoscibili rispetto agli elementi secondari.

Anche gli spazi vuoti hanno una funzione precisa. Riempire ogni area disponibile con testi, immagini, card e pulsanti non aumenta necessariamente le informazioni percepite. Spesso produce l'effetto opposto perché rende più difficile distinguere un contenuto dall'altro.

Una pagina dedicata a un servizio, per esempio, può separare chiaramente descrizione, vantaggi, processo di lavoro, progetti correlati e contatto. L'utente può così scorrere il contenuto e individuare rapidamente ciò che gli serve senza leggere tutto dall'inizio alla fine.

Migliora velocità e prestazioni

L'esperienza utente comincia prima ancora che la pagina sia completamente visibile.

Un sito lento introduce attrito in qualsiasi percorso. L'utente clicca e aspetta, apre una nuova sezione e aspetta nuovamente. Se il problema si presenta su smartphone o con una connessione meno veloce, diventa ancora più evidente.

Per questo performance e UX sono strettamente collegate.

Immagini troppo pesanti, JavaScript non necessario, font caricati male, script esterni eccessivi e un hosting poco performante possono rallentare il caricamento. L'interfaccia può inoltre risultare instabile se gli elementi cambiano posizione mentre la pagina viene visualizzata.

Un esempio comune riguarda le immagini. Caricare una fotografia da diversi megabyte e ridimensionarla semplicemente tramite CSS spreca risorse. È preferibile utilizzare dimensioni adeguate, formati moderni e caricamento differito quando l'immagine non è immediatamente visibile.

L'obiettivo non è inseguire un punteggio perfetto su uno strumento di analisi. Bisogna costruire un sito che risponda rapidamente durante l'utilizzo reale.

Progetta prima di tutto per gli schermi reali

Un sito responsive non è semplicemente una versione desktop che si restringe automaticamente.

Su uno smartphone cambiano lo spazio disponibile, la modalità di interazione e spesso anche il contesto in cui viene utilizzato il sito. Gli elementi devono quindi adattarsi realmente al dispositivo.

Un menu perfettamente leggibile su desktop può diventare inutilizzabile su uno schermo da 360 pixel. Una tabella con molte colonne potrebbe richiedere una struttura differente. Due pulsanti affiancati possono diventare troppo piccoli per essere selezionati comodamente con un dito.

Quando si vuole migliorare la UX di un sito web, conviene verificare almeno tre aspetti:

  • testi e contenuti devono rimanere leggibili senza zoom;
  • pulsanti, link e controlli devono essere semplici da utilizzare tramite touch;
  • layout e componenti devono adattarsi senza generare scroll orizzontali o sovrapposizioni.

Il test non dovrebbe fermarsi alla modalità responsive del browser. Provare periodicamente il sito su dispositivi reali permette di notare problemi che durante lo sviluppo possono passare inosservati.

Scrivi contenuti facili da capire e da scansionare

Anche il copy fa parte della User Experience.

Un'interfaccia può essere progettata correttamente dal punto di vista grafico e diventare comunque difficile da utilizzare a causa dei testi.

Il problema emerge soprattutto nei titoli, nelle call to action e nei microcopy. Un pulsante con scritto "Procedi" comunica meno di "Richiedi preventivo" se quella è realmente l'azione che verrà eseguita. "Invia" può essere corretto, ma "Invia richiesta" fornisce un'informazione aggiuntiva con una sola parola.

La stessa attenzione serve nei messaggi di errore.

"Errore 400" può avere significato per uno sviluppatore, ma non aiuta un utente. "Non siamo riusciti a inviare il modulo. Controlla l'indirizzo email e riprova" spiega invece cosa è successo e suggerisce l'azione successiva.

I testi principali dovrebbero inoltre essere organizzati per facilitare la lettura. Paragrafi molto lunghi, muri di testo e titoli generici rendono più difficile trovare le informazioni. Suddividere correttamente il contenuto permette all'utente di capire la struttura della pagina anche durante una lettura veloce.

Riduci l'attrito nei form

I moduli sono uno dei punti in cui i problemi UX diventano immediatamente misurabili.

Ogni campo richiede un'azione. Nome, cognome, email, telefono, azienda, ruolo, budget, messaggio: aggiungere informazioni può essere utile all'azienda, ma aumenta anche il lavoro richiesto all'utente.

Questo non significa che ogni form debba contenere soltanto due campi. Bisogna trovare un equilibrio tra le informazioni realmente necessarie e lo sforzo richiesto per fornirle.

Un modulo di contatto per un progetto complesso può avere senso se raccoglie qualche dettaglio aggiuntivo. Chiedere dieci informazioni per iscriversi a una newsletter sarebbe invece difficilmente giustificabile.

Anche la gestione degli errori incide molto sull'esperienza. Se un campo non è valido, il problema dovrebbe essere indicato vicino al campo interessato e con un messaggio comprensibile. Cancellare tutti i dati dopo un errore o mostrare un generico "Compilazione non valida" crea frustrazione evitabile.

Un buon form richiede soltanto ciò che serve, utilizza etichette chiare e comunica immediatamente se qualcosa deve essere corretto.

Cura accessibilità, contrasto e leggibilità

L'accessibilità non dovrebbe essere considerata un'aggiunta da effettuare quando il sito è terminato. Molte buone pratiche di accessibilità migliorano direttamente l'esperienza per tutti gli utenti.

Un contrasto adeguato rende i testi più leggibili. Una struttura semantica corretta aiuta chi utilizza tecnologie assistive e rende il documento più ordinato. Stati focus visibili permettono di navigare tramite tastiera. Testi alternativi corretti consentono di comprendere il contenuto delle immagini quando queste non possono essere viste.

Anche il linguaggio conta. Istruzioni troppo complesse o messaggi poco espliciti possono rappresentare una barriera tanto quanto un problema grafico.

Un errore frequente consiste nel comunicare uno stato esclusivamente attraverso il colore. Se un campo errato viene evidenziato soltanto in rosso, alcune persone potrebbero non percepire correttamente la differenza. Affiancare un'icona o un messaggio testuale rende l'informazione più robusta e comprensibile.

Progettare con questi criteri produce interfacce più solide, non soltanto più accessibili.

Mantieni coerenza tra pagine e componenti

La coerenza riduce il carico cognitivo perché permette all'utente di riutilizzare ciò che ha già imparato.

Se i pulsanti principali hanno sempre lo stesso aspetto, una persona impara rapidamente a riconoscerli. Se il menu mantiene la stessa struttura in tutto il sito, non deve reinterpretarlo a ogni pagina.

I problemi iniziano quando componenti simili si comportano in modi diversi.

Un pulsante verde potrebbe indicare un'azione primaria in una pagina e un'azione secondaria in quella successiva. Un'icona potrebbe aprire una finestra in un punto del sito e portare a un'altra pagina altrove. Queste piccole incoerenze aumentano progressivamente l'incertezza.

Per progetti più strutturati è utile costruire un piccolo design system o almeno definire regole condivise per tipografia, pulsanti, form, card, colori, spaziature e stati dell'interfaccia.

Non serve necessariamente creare una documentazione enorme. Anche poche regole applicate con continuità rendono il prodotto più prevedibile.

Elimina elementi che non aiutano l'utente

Durante la progettazione è facile continuare ad aggiungere elementi. Nuove sezioni, animazioni, popup, slider, banner e call to action sembrano singolarmente innocui, ma insieme possono rendere l'esperienza molto più pesante.

Ogni elemento dovrebbe avere una funzione.

Un'animazione può essere utile quando comunica un cambiamento di stato o aiuta a capire una transizione. Se rallenta semplicemente l'accesso alle informazioni, il suo valore è discutibile.

Lo stesso vale per i popup. Mostrare una richiesta di iscrizione alla newsletter appena una persona apre il sito significa interromperla prima ancora che abbia avuto la possibilità di capire cosa offre la pagina.

Semplificare non significa creare interfacce vuote. Significa rimuovere ciò che compete inutilmente per l'attenzione dell'utente.

Misura il comportamento reale degli utenti

Una buona progettazione parte da principi solidi, ma le decisioni UX dovrebbero essere verificate attraverso i dati.

Gli strumenti di web analytics permettono di osservare pagine visitate, percorsi, conversioni e punti di abbandono. Heatmap e registrazioni delle sessioni possono invece mostrare come le persone interagiscono concretamente con l'interfaccia.

Se molti utenti iniziano un form e pochi lo completano, potrebbe esserci un problema nel processo. Se una pagina importante riceve traffico ma quasi nessuno utilizza la call to action, bisogna capire se l'offerta è poco interessante oppure se il pulsante è poco visibile, arriva troppo presto o utilizza un testo poco chiaro.

I dati quantitativi indicano spesso dove esiste un problema. I test con utenti e il feedback qualitativo aiutano a capire perché.

Anche test molto semplici possono essere utili. Chiedere a una persona che non conosce il progetto di completare un'azione specifica mentre osserviamo il comportamento permette di individuare ostacoli che per chi ha sviluppato il sito sono ormai invisibili.

Migliorare la User Experience è un processo continuo

La UX non termina quando il sito viene pubblicato.

Contenuti, dispositivi, browser e comportamenti degli utenti cambiano. Anche il progetto può crescere e accumulare nel tempo nuove sezioni, funzionalità e componenti che modificano percorsi inizialmente semplici.

Per questo è utile controllare periodicamente le pagine più importanti, soprattutto quelle direttamente collegate agli obiettivi del sito.

Una pagina con molte visite ma poche conversioni merita attenzione. Lo stesso vale per un checkout con un alto tasso di abbandono o per un servizio che riceve traffico ma genera poche richieste.

L'approccio più efficace consiste nel modificare un problema alla volta, misurare il risultato e utilizzare ciò che si impara per l'intervento successivo.

Migliorare la User Experience significa soprattutto questo: osservare come le persone utilizzano realmente il prodotto e ridurre progressivamente tutto ciò che rende più difficile raggiungere il loro obiettivo.

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